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	<title>Blog - Ordine degli Ingegneri di Messina &#187; Generici</title>
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		<title>SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO: INTERVENTI  SU EDIFICI  ESISTENTI</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 18:05:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Ficara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La necessita&#8217; di svolgere un seminario sugli interventi da eseguire in edifici esistenti secondo le norme indicate al cap. 8 del D.M. 14-01-2008, nasce da una molteplicita&#8217; di cause:
■ La consapevolezza di adeguare un patrimonio edilizio esistente, unita all&#8217;esigenza di elevarne il livello di sicurezza
■ L&#8217;introduzione delle nuove norme tecniche che hanno impresso un diverso approccio di responsabilita&#8217; per il progettista e per il committente
■ La diversa e dilagante mole di legislazioni regionali, che di recente hanno “interpretato” alcuni concetti base delle nuove norme e che ha portato spesso i liberi professionisti a non orientarsi più in ciò che viene considerato – ad esempio &#8211; intervento minore in una regione e ciò che invece viene interpretato intervento di miglioramento sismico in un’altra.
Da qui l’esigenza di fare chiarezza nel panorama degli interventi sugli edifici esistenti, anche per la rilevanza di responsabilità civile e penale che i singoli professionisti assumono nei confronti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.mondoprofessionisti.it/foto/5720_m.jpg" alt="" width="110" height="121" />La necessita&#8217; di svolgere un seminario sugli interventi da eseguire in edifici esistenti secondo le norme indicate al cap. 8 del D.M. 14-01-2008, nasce da una molteplicita&#8217; di cause:<br />
■ La consapevolezza di adeguare un patrimonio edilizio esistente, unita all&#8217;esigenza di elevarne il livello di sicurezza<br />
■ L&#8217;introduzione delle nuove norme tecniche che hanno impresso un diverso approccio di responsabilita&#8217; per il progettista e per il committente<br />
■ La diversa e dilagante mole di legislazioni regionali, che di recente hanno “interpretato” alcuni concetti base delle nuove norme e che ha portato spesso i liberi professionisti a non orientarsi più in ciò che viene considerato – ad esempio &#8211; intervento minore in una regione e ciò che invece viene interpretato intervento di miglioramento sismico in un’altra.<br />
Da qui l’esigenza di fare chiarezza nel panorama degli interventi sugli edifici esistenti, anche per la rilevanza di responsabilità civile e penale che i singoli professionisti assumono nei confronti della collettività<br />
Gli incontri sono stati suddivisi in quattro sessioni, distribuiti in quattro fine settimana.<br />
Il seminario vuole connotarsi per un approccio diverso: poiché tanti sono i dubbi, ad ogni relatore, al termine della sua esposizione, verranno poste alcune domande di interesse comune, selezionate fra quelle pervenute via email fino a 3 giorni prima della data prevista dell&#8217;intervento.</p>
<p><strong>Eventuali quesiti di interesse comune potranno essere  trasmessi  via email fino a 3 giorni prima della data prevista degli interventi<br />
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		<title>La riforma Gelmini cortocircuita le competenze degli Ingegneri</title>
		<link>http://blog.ordingme.it/?p=66</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 15:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Ficara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generici]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tanto discusso sulle conseguenze della riforma scolastica in atto, come il decreto 133, che viola palesemente le norme sulla sicurezza nelle scuole, e per il quale ognuno, secondo il ruolo occupato, sarà richiamato alle proprie responsabilità.
Infatti, circa il 75% degli edifici scolastici non sono a norma, creando i presupposti per un vero caso nazionale che coinvolge tutto il personale scolastico, gli studenti e le loro famiglie.
In ogni istituto scolastico viene redatto, da parte di un professionista abilitato ( Ingegnere o Architetto ) un documento di valutazione e stima dei rischi dove si attesta l’idoneità agli standard minimi della superficie delle aule correlata al numero di studenti che le occupano.
Si può affermare che la maggior parte delle aule scolastiche ed dei laboratori sono fuori norma, sia in riferimento agli indici minimi di funzionalità didattica (D.M. 18 dicembre 1975 – Norme tecniche per l’edilizia Scolastica) che stabilisce i parametri spaziali ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tanto discusso sulle conseguenze della riforma scolastica in atto, come il decreto 133, che viola palesemente le norme sulla sicurezza nelle scuole, e per il quale ognuno, secondo il ruolo occupato, sarà richiamato alle proprie responsabilità.<br />
Infatti, circa il 75% degli edifici scolastici non sono a norma, creando i presupposti per un vero caso nazionale che coinvolge tutto il personale scolastico, gli studenti e le loro famiglie.<br />
In ogni istituto scolastico viene redatto, da parte di un professionista abilitato ( Ingegnere o Architetto ) un documento di valutazione e stima dei rischi dove si attesta l’idoneità agli standard minimi della superficie delle aule correlata al numero di studenti che le occupano.<br />
Si può affermare che la maggior parte delle aule scolastiche ed dei laboratori sono fuori norma, sia in riferimento agli indici minimi di funzionalità didattica (D.M. 18 dicembre 1975 – Norme tecniche per l’edilizia Scolastica) che stabilisce i parametri spaziali minimi a disposizione di ogni persona presente nei locali scolastici (1,80 metri quadri netti per la scuola dell&#8217;infanzia, primaria e secondaria di I grado; 1,96 metri quadri netti per le scuole secondarie di II grado), sia per la prevenzione incendi (D.M. 26 agosto 1992 – Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica)&#8221; che al &#8220;punto 5 (Affollamento) stabilisce il limite massimo di persone presenti in un&#8217;aula nel numero di 26)&#8221;.<br />
Attualmente, però, il numero massimo di alunni per classe è decisamente superiore al limite imposto dalla normativa sulla sicurezza .</p>
<p>Come detto, le verifiche planimetriche ai DM sopra esposti sono state redatte il più delle volte da Ingegneri, che hanno messo la loro competenza professionale al servizio di un ingranaggio normativo, che ha portato al mancato rinnovo del contratto annuale di molti altri giovani Ingegneri, precari nel mondo dell’istruzione scolastica.<br />
<strong>Nasce un problema deontologico che va affrontato dagli organi competenti con la dovuta cura di analisi istituzionale.<br />
</strong>Come riequilibrare questo cortocircuito di competenze, che ha metaforicamente cannibalizzato la professione dell’Ingegnere all’interno delle istituzioni scolastiche ?</p>
<p>Si potrebbe partire dal Decreto Presidente Repubblica 20 marzo 2009, n. 81, all&#8217;art. 5 comma 2 che dice testualmente:</p>
<p>&#8220;<em>Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell&#8217;infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall&#8217;insegnante di sostegno, o da altro personale operante nella scuola. L&#8217;istituzione delle predette classi deve in ogni caso far conseguire le economie previste nei tempi e nelle misure di cui all&#8217;articolo 64, comma 6, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133</em>&#8221;</p>
<p>Quindi è assicurato un tetto massimo solo per la formazione delle prime classi, mentre per le classi successive non ci sono riferimenti.<br />
In ogni caso, nelle situazioni di sovraffollamento rispetto al tetto massimo di alunni per classe ( classi iniziali ), le famiglie potrebbero ricorrere in Tribunale con provvedimento di urgenza, per ottenere la riduzione del numero di alunni per motivi di sicurezza prevista dalle norme sulla sicurezza nell&#8217;edilizia scolastica, se i metri quadrati dell&#8217;aula, rapportati al numero degli alunni, non vengono rispettati.<br />
Gli Ordini degli ingegneri potrebbero, ad esempio, farsi carico, per tutelare la professionalità dei propri iscritti che hanno perso il lavoro a causa di una riforma scolastica palesemente in contrasto alla normativa sulla sicurezza nei plessi scolastici di ogni ordine e grado, di azioni di consulenza tecnica per agevolare l’iter normativo di tutte quelle famiglie preoccupate dei pericoli di pubblica e privata incolumità che potrebbero coinvolgere i propri figli durante la loro permanenza in ambiente scolastico.<br />
<strong>Questo argomento, come tanti altri che riguardano l’attuale momento della scuola italiana sarà oggetto di incontro tra l’Ordine degli ingegneri di Messina e la Sezione provinciale di Messina dello SNID, per attivare tutte le iniziative necessarie atte a tutelare la professionalità degli ingegneri coinvolti nei tagli della riforma Gelmini.</strong></p>
<p>Il segretario provinciale SNID ( Sindacato Nazionale Ingegneri Docenti )<br />
Sezione di Messina<br />
Ing. Aldo Ficara</p>
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		<title>REPORT GRUPPO DI LAVORO SULLA STU “IL TIRONE”</title>
		<link>http://blog.ordingme.it/?p=51</link>
		<comments>http://blog.ordingme.it/?p=51#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 13:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Ficara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generici]]></category>
		<category><![CDATA[Tirone]]></category>

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		<description><![CDATA[Su iniziativa del Consiglio dell’ Ordine è stato costituito il Gruppo di Lavoro STU “Il Tirone” composto dai colleghi Ingg. Milio E., Famà C., Santoro N., Impollonia R., Urzì Brancati C., Ioppolo G., Gatto S., Gugliandolo A., Palamara G., Cigala P. e coordinato dal Consigliere ing. Giovanni Ferlazzo.
Si riporta fedelmente il documento redatto dai colleghi, condiviso dal Consiglio dell’Ordine nella seduta del 5 giugno 2010
1. Premessa
Il confronto tra idee diverse sta alla base di un’efficace valutazione di sostenibilità tecnica/antropologica di un progetto, ed è proprio questo che il gruppo di lavoro istituito all’interno dell’Ordine degli Ingegneri ha inteso sviluppare, al fine di esprimere il proprio contributo relativamente all’analisi delle criticità degli interventi previsti dalla STU “Il Tirone”.
Il gruppo di lavoro si è dunque confrontato con i diversi attori coinvolti nell’”Avventura” STU,
amministratori locali, rappresentanti di quartiere, cittadini, azionisti della società e professionisti che hanno motivato le ragioni del “si” o del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su iniziativa del Consiglio dell’ Ordine è stato costituito il Gruppo di Lavoro STU “Il Tirone” composto dai colleghi Ingg. Milio E., Famà C., Santoro N., Impollonia R., Urzì Brancati C., Ioppolo G., Gatto S., Gugliandolo A., Palamara G., Cigala P. e coordinato dal Consigliere ing. Giovanni Ferlazzo.</p>
<p>Si riporta fedelmente il documento redatto dai colleghi, condiviso dal Consiglio dell’Ordine nella seduta del 5 giugno 2010</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 577px"><a href="../wp-content/uploads/2010/06/232452_colliona-tirone-oggi.jpg"><img title="232452_colliona-tirone-oggi" src="../wp-content/uploads/2010/06/232452_colliona-tirone-oggi.jpg" alt="" width="567" height="315" /></a><p class="wp-caption-text">Veduta area Tirone</p></div>
<p><strong>1. Premessa</strong></p>
<p>Il confronto tra idee diverse sta alla base di un’efficace valutazione di sostenibilità tecnica/antropologica di un progetto, ed è proprio questo che il gruppo di lavoro istituito all’interno dell’Ordine degli Ingegneri ha inteso sviluppare, al fine di esprimere il proprio contributo relativamente all’analisi delle criticità degli interventi previsti dalla STU “Il Tirone”.<br />
Il gruppo di lavoro si è dunque confrontato con i diversi attori coinvolti nell’”Avventura” STU,<br />
amministratori locali, rappresentanti di quartiere, cittadini, azionisti della società e professionisti che hanno motivato le ragioni del “si” o del “no” sulle varie trasformazioni, derivanti dal progetto “STU”, le cui conseguenze inevitabilmente ricadranno, in positivo e/o in negativo sull’area del “Tirone” e, conseguentemente, su tutta la città.<br />
Da tali incontri e dall’esame della documentazione fornita sono emerse alcune criticità progettuali legate a valutazioni sulla sostenibilità urbana, relativa alle scelte attuate dalla STU nell’ambito del progetto di riqualificazione proposto.<br />
Si ritiene quindi opportuno, eventualmente con la stessa STU, individuare correttivi per implementare l’”appeal” tecnico/urbanistico/sociale dell’interveto di trasformazione legato<br />
all’area del “Tirone”.<br />
Appare infine necessario sottolineare che, il Gruppo di Lavoro dell’Ordine, ha ritenuto non esprimere un giudizio circa gli aspetti procedurali e normativi che hanno portato all’odierna<br />
stesura progettuale, essendo tali compiti, a giusta ragione, già demandati ad altri organi competenti, che si esprimeranno nel merito sul quale eventualmente aprire in seguito ulteriore dibattito.</p>
<p><strong>2. LE SOLUZIONI PROGETTUALI PROPOSTE DALLA STU</strong></p>
<p>Fermo restando il vuoto e l’abbandono urbano delineatosi negli anni nella zona oggetto di intervento, in stridente contraddizione con una localizzazione centrale rispetto a strutture pubbliche di primaria importanza quali Tribunale, Università, Scuole, Uffici, che ne fanno un area appetibile da un punto di vista economico, urbanistico, sociale e culturale; ferma restando l’incidenza del progetto su un area di forte valenza storica (una delle poche ormai rimaste alla città); il Gruppo di Lavoro dell’Ordine ha ritenuto imprescindibile l’esigenza di conservare e possibilmente valorizzare le preesistenze contenute nella area oggetto di intervento auspicando che la STU, nelle fasi di sviluppo dei progetti, non perda mai di vista le valenze storico-culturali dell’area e la memoria storica che essa racconta (seguendo tra l’altro le linee guida indicate dalla Sovrintendenza e dal CRU) nonostante il degrado, l’abbandono, l’emarginazione e i vuoti che oggi la rappresentano, evitando di mettere dunque in opera interventi che possano snaturare i caratteri morfologici e di storicità che trasformerebbero in “altro” l’attuale borgo.<br />
Non precludendo quindi la fattibilità di nuovi interventi mirati a migliorare la qualità urbana ed<br />
ad apportare benefici non solo ai privati, che su tale area investono, ma anche ed in particolare<br />
alla popolazione del quartiere Tirone e più in generale alla città, di seguito verranno rappresentate alcune delle valutazioni e riflessioni generate dal confronto di idee nonché dallo studio delle soluzioni proposte sugli interventi da realizzarsi:</p>
<p><strong>I. POLO SCOLASTICO E PARCHEGGI (INTERVENTO 1a e 1b)</strong></p>
<p>L’area interessata da tale intervento si estende per una superficie complessiva di circa 8.750mq, occupata da ruderi fatiscenti e costruzioni abusive; una prima stesura dell’intervento prevede la realizzazione di un polo scolastico, che sorgerà su una superficie di circa 6.300 mq, costituito da un corpo a tre elevazioni fuori terra, destinato ad ospitare una scuola materna, una scuola elementare ed una scuola media.<br />
La parte sottostante tale complesso edilizio sarà occupata da un parcheggio multipiano (6 piani con altezza di interpiano pari a 3,00 mt) la superficie totale del parcheggio svilupperà 35.220 mq per un totale di 105.670 mc.<br />
Tale parcheggio sarà chiamato a compensare:<br />
−la mancanza di parcheggi per l’area commerciale;<br />
−la mancanza di parcheggi per l’edificio a destinazione pubblica;<br />
−la mancanza di parcheggi per l’edificio a destinazione residenziale pubblica;<br />
la parte rimanente sarebbe quindi destinata alla “reale” fruibilità della città e all’auspicata attività di interscambio tra periferia e centro città.<br />
L’entrata al parcheggio avverrà dalla via Pippo Romeo mentre l’uscita dallo stesso sarà prevista<br />
dal viale Cadorna, inoltre è stata prevista un’eventuale rampa che collegherà tale struttura al viale Italia.<br />
Fermo restando che lo studio geologico, a monte della realizzazione del parcheggio interrato, così come per ogni organismo edilizio che verrà realizzato nell’ambito dell’intero progetto, sia soggetto alle verifiche di merito necessarie per una corretta realizzazione, nello specifico dell’intervento 1a-1b, le perplessità del Gruppo di Lavoro dell’Ordine sono principalmente rivolte all’intervento 1b-parcheggio, e possono essere cosi riassunte:</p>
<p><strong>a) È realmente necessario eliminare in maniera totalitaria gli stalli sulle vie<br />
pubbliche per agevolare l’accesso alla struttura?<br />
b) I dati scaturenti dal maggior carico urbanistico derivante dall’edificazione<br />
delle varie strutture con il conseguente aumento di carico sulla mobilità<br />
esistente, ed i flussi di transito legati all’utilizzo del parcheggio, cosi come<br />
concepito ad oggi, ovvero ospitante 1400 posti auto, sono i medesimi dati<br />
analizzati all’interno del Piano Generale del Traffico Urbano, in cui l’opera era<br />
già stata inserita?<br />
c) Esiste uno specifico studio della ricadenza sulla mobilità dell’area limitrofa al<br />
parcheggio e, conseguentemente, sulla modificata “vivibilità” dell’intero<br />
quartiere, oltre che della ricaduta sul “traffico” cittadino già eventualmente<br />
analizzata dal Piano del Traffico sopra menzionato ?<br />
d) I posti auto a servizio della popolazione, ovvero quelli che rendono tale<br />
organismo, un parcheggio di interscambio (scelta condivisibile), sono in</strong></p>
<p><strong>quantità tale da rendere oggettivamente la realizzazione del parcheggio come<br />
servizio pubblico?<br />
e) Posto che allo stato attuale pare accantonata la possibilità di realizzare la<br />
scuola, si ritiene che la copertura del parcheggio, attualmente base per la<br />
realizzazione della stessa scuola, possa essere sfruttata per divenire<br />
l’allocazione della parte commerciale del progetto, onde evitare quel vuoto<br />
progettuale lasciato dalla mancata realizzazione della struttura pubblica<br />
(difficilmente può essere concepibile un vuoto urbanistico di tale superficie)<br />
cogliendo l’occasione per liberare, in particolare il Viale Italia dall’”ingombro”<br />
panoramico attualmente rappresentato dalla parte commerciale posta sopra<br />
l’edificio di edilizia residenziale pubblica .</strong></p>
<p>Sarebbe inoltre auspicabile, qualora la copertura del parcheggio venisse utilizzata per la realizzazione del commerciale, che tale intervento fosse accompagnato dall’inserimento di aree<br />
a verde, le quali, a giudizio di codesto Gruppo di Lavoro, risultano veramente esigue alla stregua dell’oggettivo notevole incremento di carico urbanistico, tradotto in cubatura da insediare, previsto nell’opera.<br />
L’intervento agisce su una porzione di territorio dai connotati storici importanti con un impatto di notevole entità e con l’insediamento di grandi volumetrie a cavallo di preesistenze storiche (i bastioni delle mura cinquecentesche non abbastanza valorizzate dalle attuali scelte progettuali). Sarebbe pertanto auspicabile che si esaltassero linee di indirizzo generale, piuttosto che limitarsi ad isolati elementi di intervento, da tradursi in realizzazione di aree a verde e percorsi oltre che in riqualificazione e/o rigenerazione delle Mura e delle principali preesistenze storiche, possibile coesione tra l’esistente riqualificato ed il nuovo sovrastante.</p>
<p><strong>II. EDIFICIO PER UFFICI VIALE CADORNA (INTERVENTO 5bis)</strong></p>
<p>L’intervento prevede la demolizione del fabbricato esistente e la costruzione di un edificio da destinare ad uffici con un parcheggio sotterraneo, il fabbricato si sviluppa per 16 piani fuori terra con altezza di interpiano pari a 3mt di altezza (con esclusione del piano terra che presenta un’altezza pari a 4 mt).<br />
L’edificio svilupperà una superficie totale di 8.400 mq ed una volumetria pari a 25.800 mc per un altezza totale fuori terra pari a 45 mt su un fronte ed a 53 mt sull’altro.<br />
Partendo dalla considerazione che nuove costruzioni, in fase di edificazione o già realizzate, potenzialmente atte a contenere il terziario, sono, di fatto, non utilizzate, le perplessità del<br />
Gruppo di Lavoro, su tale intervento, possono essere cosi sintetizzate:</p>
<p><strong>a) La richiesta pubblica per uffici è tale da giustificare un tale insediamento<br />
volumetrico?<br />
b) Gli uffici pensati per un estensione di 16 piani e per circa 50mt di altezza<br />
saranno realmente, già ancor prima della realizzazione, “occupati”?</strong></p>
<p>Qualora la STU abbia l’assoluta certezza, ancor prima della realizzazione, che tutti i 16 piani<br />
dell’edificio verranno adeguatamente sfruttati ed occupati, ci si auspica che l’esecuzione di un<br />
intervento di siffatta importanza e presenza sia tale da renderlo accentratore dell’intera opera, così che la modifica “inevitabile” dello skyline che tale costruzione apporta, la renda unica nel suo genere e punto di forza del progetto. Tutto ciò utilizzando le innumerevoli tecnologie e biotecnologie attuali, che permettono la creazione di edifici, ovviamente nel rispetto di tutte le<br />
normative sismiche che la zona impone, leggeri e con gradevole impatto nonostante la cubatura sviluppata.</p>
<p><strong>III. EDIFICIO RESIDENZIALE E PER UFFICI – V. S. MARIA DEL SELCIATO<br />
(INTERVENTO 7)</strong></p>
<p>Nella prima stesura, l’intervento prevedeva la realizzazione di un edificio, in luogo di un esistente fabbricato a 2 elevazioni f.t., con portico a doppia altezza nei piani bassi, sopra tale portico si sarebbero dovuti sviluppare 4 piani fuori terra con una superficie per piano di 430 mq ed altri 4 piani con una superficie per piano di 350 mq, per una superficie complessiva di 3.382 mq ed una cubatura totale pari a 11.510 mc, un’altezza fuori terra di 17mt su un fronte e 29mt sull’altro.<br />
Il CRU si è espresso in merito alla realizzazione di tale edificio imponendo una rimodulazione dell’altezza, con la conseguente eliminazione degli ultimi 4 piani per un’altezza totale pari a 17 mt.<br />
Ci si auspica che, la cubatura forzatamente eliminata, probabilmente riguardante la parte commerciale, anziché essere ridistribuita, nello stesso sito (in pianta piuttosto che in altezza) con l’inevitabile sacrificio di spazi comuni ed aree a verde, già notevolmente esigui nel progetto, possa trovare una collocazione diversa (vedi ad esempio la proposta meglio specificata negli intereventi 1a-1b) destinando inoltre la terrazza di copertura dell’edificio a giardino pensile o a qualsiasi altro sistema di verde, atto anche ad evitare futuri accrescimenti di volumetria.</p>
<p><strong>IV. EDIFICIO RESIDENZIALE VIALE ITALIA (INTERVENTO 8TER)</strong></p>
<p>L’intervento prevede la demolizione di due fabbricati esistenti a favore della costruzione di un edificio con sei elevazioni fuori terra più i piani a parcheggio. La superficie totale sviluppata dall’edificio sarà pari a 10.164 mq per una volumetria totale pari a 30.492 mc.<br />
In considerazione dell’ubicazione dell’edificio a ridosso del viale Italia ed in considerazione delle forti caratteristiche di panoramicità proprie della fascia di territorio in questione, le perplessità del Gruppo di Lavoro dell’Ordine, su tale intervento, possono essere cosi sintetizzate:</p>
<p><strong>a) È auspicabile mantenere l’altezza dell’edificio al di sotto della circonvallazione,<br />
in maniera da conservare le caratteristiche di panoramicità attualmente<br />
esistenti, suggerendo l’eventuale edificazione del commerciale nelle aree rese<br />
“disponibili” dalla prevista mancata realizzazione del Polo Scolastico e delle<br />
attrezzature ad esso annesse (vedi anche interventi 1a-1b e 7).</strong></p>
<p><strong>3. CONCLUSIONI</strong></p>
<p>Le precedenti considerazioni hanno una traccia comune con la richiesta da parte dell’opinione<br />
pubblica, delle categorie professionali, ecc. di un’attenzione puntuale e costante alla qualità della progettazione ed alla reale fattibilità delle opere in divenire, che sottopongono la città a forti trasformazioni (urbanistiche, sociologiche, di vivibilità, ecc.); detta attenzione deve tradursi in azioni concrete che, assicurando una elevata qualità progettuale, garantiscano un’eccellente qualità di vita, dovuta, da parte di tutti i soggetti coinvolti negli iter politicotecnico- economico-buracratici, ai cittadini, primi fruitori e non inermi spettatori delle trasformazioni della città in cui vivono.<br />
Particolare attenzione, si chiede, infine, quindi, anche in materia di Protezione Civile, ovvero alla verifica puntuale di tutte le aree interessate dal progetto, in relazione a scenari raffiguranti eventi calamitosi, così da evidenziare le necessarie previsioni per vie di fuga, accessibilità dei mezzi, ecc. in conseguenza del notevole incremento di densità urbanistica prevista e della presenza dei nuovi edifici pubblici.</p>
<p>Messina, 08/06/2010.</p>
<p>Il Gruppo di Lavoro sulla “STU-Tirone”</p>
<p><strong>Chiunque fosse interessato a fornire proprie valutazioni e/o suggerimenti potrà inviare mail all’indirizzo dell’Ordine info@ordingme.com entro mercoledi 23 giugno.</strong></p>
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		<title>Benvenuti</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 17:09:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generici]]></category>

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		<description><![CDATA[Benvenuti nel nuovo blog dell&#8217;Ordine degli Ingegneri.
Buona Navigazione
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Benvenuti nel nuovo blog dell&#8217;Ordine degli Ingegneri.</p>
<p>Buona Navigazione</p>
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